BONIFICA ACUSTICA DELLE MACCHINE TESTURIZZATRICI

Nel settore della produzione di filati, il ciclo di lavoro standard prevede fra le prime fasi la trasformazione del poliestere puro, un derivato filamentoso del petrolio raccolto in rocche, in filato di poliestere attraverso le operazioni di TESTURIZZAZIONE e TORSIONE, effettuate da macchinari, notevoli per dimensioni e complessità, con caratteristiche operative particolari e con livelli di emissione di rumore elevati. In particolare la testurizzazione consiste nel passaggio del poliestere grezzo all’interno di piccoli forni, che procedono all’allungamento e al termofissaggio del filato, eliminando le impurità e rendendolo più duttile alla lavorazione. Dalla testurizzazione del filo vengono prodotte, e avvolte in rocche più piccole, le “bave”, cioè i fili sottilissimi, che saranno assemblati nella successiva fase di torsione. Le macchine testurizzatrici sono apparecchiature “delicate” che richiedono il mantenimento del giusto grado di temperatura e umidità e frequenti interventi degli operatori per il controllo del corretto movimento dei fili in lavorazione: ciò rende impossibile la loro completa chiusura all’interno di cabine fonoisolanti e in generale l’impiego di sistemi fonoimpedenti di rivestimento completo. Questa memoria, a partire da una serie di scenari di caso, descrive una di progettazione degli interventi per la limitazione dell’impatto acustico ambientale e dell’esposizione dei lavoratori alle emissioni generate da
una o più macchine testurizzatrici installate in un generico ambiente di lavoro.

Autori: Luzzi