EXPERIMENTAL PROTOCOL FOR THE ASSESSMENT OF WORK-RELATED-STRESS – SPERIMENTAZIONE DI UN PROTOCOLLO DI INDAGINE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO

Lo studio si colloca nell’ambito di un progetto di ricerca focalizzato allo studio dei legami tra stress lavoro-correlato, suscettibilità individuale e interpretazione del sistema Psico-Neuro-Immuno-Endocrinico (PNEI), in ambienti di lavoro. Il lavoro si propone di identificare, attraverso un’indagine sperimentale, gli indicatori più significativi e rilevanti, da utilizzare sia nella valutazione del rischio da esposizione ad agenti di rischio che nella valutazione degli effetti sulla salute e, soprattutto, ai fini della correlazione con gli eventi di stress lavoro correlato. A tal fine, sono state effettuate, su una popolazione lavorativa selezionata di una Pubblica Amministrazione, le seguenti valutazioni: analisi del livello dei minerali presenti nel capello (mineralogramma); prelievo ematico per le analisi cliniche degli indicatori biologici e raccolta anamnestica; monitoraggio dell’esposizione a agenti di rischio chimici, fisici e biologici. Dall’analisi anamnestica sono emerse alcune differenze rilevanti tra soggetti classificati nelle categorie disagio moderato (DM) e sotto soglia di disagio (SSD). In particolare, nel raggruppamento DM sono maggiormente rappresentati i soggetti fumatori e separati dal coniuge e, a livello anamnestico, i soggetti affetti da quadri patologici di tipo cronico, oltre che da disturbi osteoarticolari e neurologici. Anche i disturbi del sonno e dell’attenzione, come atteso, sono importanti modificatori del livello di stress percepito tra i soggetti classificati nei due gruppi. Mediante tecniche di analisi statistica multivariata (analisi discriminante e regressione lineare multipla) sono stati identificati i parametri che sono significativamente relazionati alla classificazione dei lavoratori come sottoposti a ‘disagio moderato’ o ‘sotto soglia di disagio’. Tali parametri afferiscono complessivamente ad aree diverse di valutazione, quali fattori soggettivi del lavoratore (abitudine al fumo), fisiopatologie emerse nei precedenti 6 mesi (disturbi del sonno e dell’attenzione) o nell’anno precedente (disturbi osteoarticolari), indicatori biologici di esposizione (livelli di metalli nel capello), e parametri legati all’ambiente di lavoro (esposizione a VOC e Aldeidi). I risultati di questo studio dimostrano che esistono relazioni statisticamente significative tra fattori soggettivi del lavoratore, quadri fisiopatologici, indicatori biologici di esposizione e parametri legati alla contaminazione dell’ambiente di lavoro (esposizione a inquinanti ambientali) e che tali parametri possono essere utilizzati per l’individuazione di soggetti sottoposti a stress lavoro correlato e quindi a una migliore caratterizzazione degli stessi ai fini della gestione del rischio.

Autori: Aprea, Bartalucci, Borchi, Carrieri, Cattaneo, Cavallo, Del Buono, Grignani, Livigni, Luzzi, Magrini, Moscatelli, Nano, Spinazzè.