Imprese e rumore: inquadramento normativo delle immissioni acustiche, profili di responsabilità, aspetti operativi

Si verifica assai spesso che le imprese, industriali o commerciali, nello svolgimento della loro attività utilizzino macchinari o strumenti generanti rumore e che viene immesso nei fondi vicini. Se queste immissioni superano i livelli consentiti, l’impresa corre il rischio di dover approntare interventi per ricondurre la rumorosità nei limiti fissati nonché di subire sanzioni di natura penale o amministrativa dalle pubbliche autorità nonché pretese risarcitorie dai soggetti disturbati.
La materia della tutela dall’inquinamento acustico trova regolamentazione su piani diversi e distinti, e l’ordinamento appronta per ciascuno di essi diversi tipi di azione e/o di difesa. Più precisamente, la materia impinge nel diritto civile, in quello amministrativo e penale.
Questi ambiti di regolamentazione sono distinti ed autonomi sul piano concettuale, ma la chiarezza si intorbidisce quando si passa al piano operativo e processuale, come diremo nel prosieguo.
Il problema dell’inquinamento acustico è stato avvertito e affrontato dal nostro Legislatore solo all’inizio degli anni ‘90. Fino ad allora la tutela dal rumore era approntata a beneficio dei singoli disturbati e due sole erano le norme a ciò deputate: l’art. 844 c.c. nel campo del diritto civile, l’art. 659 c.p. in quello penale.
Nel 1991 venne emanato il D.P.C.M. 1/3/91 che si limitava però a fissare i “Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”.
Bisogna attendere il 1995 per l’emanazione di una legge organica in materia, la “Legge Quadro sull’inquinamento acustico” n. 447/95 che si prefigge di “stabilire i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico” (art.1).
Sono stati successivamente emanati numerosi decreti attuativi. Tra questi, molto importante è il D.P.C.M. 14.11.97 che determina, tra l’altro, i valori limite delle sorgenti sonore. Questi valori limite si applicano a tutte le immissioni salvo che altri decreti, disciplinanti specifiche sorgenti, dispongano diversamente (i più importanti, tra questi, il D.P.R. 459/98 per il traffico ferroviario”, il D.P.R. 142/04 per il traffico veicolare, il D.P.C.M. 05.12.97 per i requisiti acustici degli edifici).

Autori: Luzzi, Durelli