LA PIAZZA RISCOPERTA: PROGETTAZIONE PARTECIPATA E METODOLOGIA DEL PAESAGGIO SONORO PER PIAZZA DELLA VITTORIA

L’architettura degli spazi urbani afferisce al concetto più ampio di architettura del paesaggio. Di fatti ogni intervento umano, in qualsiasi scala urbana, dovrebbe essere progettato tenendo conto del paesaggio di cui sarà parte integrante. Il paesaggio è continuamente in evoluzione e si evolve anche il modo in cui lo si percepisce. La progettazione degli spazi urbani oggi non può prescindere dalla concezione multisensoriale del paesaggio (percepito in tutti i suoi molteplici aspetti e non solo in quelli esclusivamente visuali), né dalla consapevolezza che lo spazio pensato, o ripensato, appartiene alle persone che lo utilizzano e che rappresentano la parte attiva del progetto stesso. Così la progettazione deve coinvolgere direttamente gli utenti del luogo, in un processo di partecipazione e comunicazione, al fine di qualificare il luogo attraverso il contributo di conoscenza di esso che viene portato da chi lo abita o lo frequenta. Questo processo di progettazione concorre alla crescita del senso di appartenenza al luogo, e rafforza il concetto di “comunità”. La trasformazione reale della città, intesa come sviluppo e concentrazione stratificata di ambiente costruito (da intendersi come quella parte di ambiente naturale trasformata dall’intervento umano), spesso non viaggia di pari passo con l’evolversi delle sue qualità percettive. Di certo si può però affermare che la percezione dei suoi spazi è sempre più attuale della città stessa. Nel secolo ventesimo le città hanno subito trasformazioni sul piano della sensorialità nettamente più interessanti di quelle che si sono collocate solo sul piano concretamente urbanistico. Ha senso parlare quindi, di qualità sensoriali dello spazio costruito, qualità che vanno oltre il predominio del canale visivo per comprendere una sensorialità multicanale, cioè una multisensorialità sempre più diffusa. I più importanti sound designer e sociologi della musica hanno notato come negli ultimi anni si sia incrementata la sensibilità pubblica e privata verso la progettazione sonora degli spazi pubblici. È sempre più diffusa la convinzione che una progettazione consapevole, misurata e funzionale possa fare del suono un vettore di benessere e di “utilità” sociali e individuali. I fruitori, tanto nelle vesti di committenti quanto in quelle di utenti, chiedono sempre più che la dimensione sonora sia trattata con gli stessi livelli di attenzione e rigore che vengono impiegati per la progettazione degli spazi e degli oggetti che fanno parte del nostro quotidiano, essendo componente decisiva rispettivamente del comfort e della funzionalità di essi. Ormai è comprovato da numerosi studi di psico-acustica che il rumore mette a dura prova anche il nostro senso del sociale, è dunque arrivato il momento che le città, o meglio che i cittadini, si riapproprino degli spazi urbani, con la loro intrinseca caratteristica di luoghi gradevoli.

Autori: Gentili, Luzzi, Natale