VERIFICA DI EFFICACIA IN OPERA DI PAVIMENTAZIONI STRADALI AD ALTA PRESTAZIONE ACUSTICA

A quasi 15 anni dall’entrata in vigore della Legge Quadro sull’inquinamento acustico molti sono i comuni che hanno provveduto all’elaborazione del Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA) ma pochi sono quelli che hanno successivamente elaborato il Piano Comunale di Risanamento Acustico (PCRA). La sostanza è che con i PCCA sono stati fissati i limiti e individuate le eventuali criticità, rimandando ai PCRA la definizione progettuale dei necessari interventi di bonifica per sanare le situazioni critiche. Il PCRA, che recepisce e tiene conto dei piani di risanamento aziendali e di quelli predisposti dai gestori delle infrastrutture di trasporto che attraversano il territorio comunale per il loro contributo al di fuori delle rispettive fasce di pertinenza, è un documento con cui il Comune individua gli interventi tecnici da compiere e sulla base di specifiche analisi costi/benefici associa a ciascuno di questi un indice a singolo numero che ne rappresenta il grado di priorità. L’obiettivo di risanamento è definito per ciascuno degli interventi e, ove non sia possibile eliminare le criticità evidenziate dal PCCA, ma solo ridurne l’entità, si possono inserire nel piano i cosiddetti interventi di miglioramento acustico che pur mantenendo un superamento residuo dei limiti, producono un incremento significativo della qualità acustica dell’area. Fra gli interventi di risanamento più diffusi si colloca il rifacimento del manto stradale con conglomerati performanti dal punto di vista acustico. Questa soluzione, rispetto alle altre normalmente adottate (barriere, infissi) presenta numerosi vantaggi che si possono riassumere in termini di efficacia, certezza previsionale, piena accettabilità da parte dei cittadini. Essendo il traffico la sorgente di rumore da bonificare, l’intervento sul manto stradale, insieme a quello sulla qualità acustica del parco veicoli circolante, riguarda la sorgente stessa e, pur non determinando riduzioni dei livelli di immissione superiori ai 5 dB(A) al ricettore, è comunque preferibile dal punto di vista del rapporto costo/beneficio e dell’efficacia relativa, rispetto agli interventi sui cammini di propagazione (barriere) o sui ricettori (infissi).

Autori: Alfinito, Luzzi, Recenti